giovedì 17 agosto 2017

Un regalo stellare. I segreti delle vie di Milano. 4

 
 
Un regalo stellare
 
Tra le secolari piante dei Giardini Pubblici spunta la cupola astronomica del Civico Planetario. Sembra strano, ma si tratta di un regalo, che risale al 1930. L'editore svizzero Ulrico Hoepli, giunto alla soglia degli ottant'anni trascorreva le sue serate estive a godersi il fresco e contemplando il cielo dalle finestre della sua casa in via XX Settembre. Era un appassionato di astronomia, assiduo lettore di tutti i libri sull'argomento. In un opuscolo venne a conoscenza dell'esistenza di un apparecchio che riproduceva il moto degli astri, delle stagioni e dei millenni. Scrisse in Germania, dove veniva costruito il sofisticato strumento, si informò sul costo (una cifra decisamente elevata per i tempi) e senza battere ciglio l'acquistò. Il planetario Zeiss venne quindi sistemato nell'apposito edificio classicheggiante, opera dell'architetto Portaluppi, e da allora ha trasportato senza alcuna fatica nello spazio e nel tempo migliaia di visitatori di tutte le età. La cupola venne rinnovata nel 1957, mentre il macchinario fu sostituito con un sofisticato Zeiss nel 1968.
 
(tratto da: I segreti delle vie di Milano: curiosità, aneddoti, personaggi della nostra città. Quarta puntata: Da piazza San Babila a via Turati, Milano, Il Giorno, 1995).  
 
 
 

domenica 13 agosto 2017

Giulia la rubacuori. I segreti delle vie di Milano. 3

 
 
Giulia la rubacuori

Giulia Marchesi era la proprietaria di un rinomato caffè proprio sul corso Vittorio Emanuele. Di lei si scriveva "... Si erano aperti gli splendidi battenti della Giulia e della sua buvette; un esercizio promiscuo fra il bar americano e la fiaschetteria, dove gli avventori si trovavano in dovere d'essere innamorati della padrona, o corteggiatori, o favoriti, o protettori...". Giulia infatti era bellissima, i suoi occhi erano talmente sfolgoranti che venivano definiti "sagittari" e il suo seno, bianco e prosperoso, le meritò addirittura l'appellativo di "latteria lombarda". Nel suo locale, sempre frequentatissimo, nel 1878 si era tenuta una festa per lanciare un nuovo giornale di notizie, racconti e poesie un po' spregiudicate, intitolato "La farfalla". Il giovane direttore del foglio, Angelo Sommaruga, rimase letteralmente incantato dal fascino di Giulia e decise che quel locale sarebbe diventato il quartier generale della redazione del giornale e sarebbe stato battezzato il Caffè dei Farfallini. Per l'occasione il pittore Tranquillo Cremona, prendendo Giulia come modello, disegnò come testata del giornale, il viso rotondo e sorridente di una bella fanciulla con una farfalla sui capelli. Fra il giovane direttore e la proprietaria del bar nacque una burrascosa storia d'amore che durò sette anni. Alla fine, però, il Sommaruga decise di partire per sempre per Roma, ma senza di lei. Al posto di Giulia si portò via la sorella Adele, meglio conosciuta con il soprannome di "tigre". La vita del bar continuò ad andare avanti con lo stesso successo di prima. Nonostante la disavventura amorosa, Giulia era sempre la donna più chiacchierata e affascinante del corso Vittorio Emanuele. Il giornalista Paolino Valera scrisse di lei nel suo bozzetto "Milano sconosciuta": "Noto di passaggio che questa brava fanciulla da acquavitaia è diventata una signora ammodo. Alla mattina cavalca un puledrino bigio, di razza inglese, sui bastioni di Porta Venezia".

(tratto da: I segreti delle vie di Milano: curiosità, aneddoti, personaggi della nostra città. Terza puntata: Da Corso Vittorio Emanuele alla Galleria, Milano, Il Giorno, 1995).



venerdì 11 agosto 2017

Un maniaco in chiesa. I segreti delle vie di Milano. 2

 
Un maniaco in chiesa
 
Il 17 agosto 1474 venne fatta una denuncia contro un certo Bonassolo, un uomo zoppo chiamato dagli amici "baguta", cioè trasportatore di vino, probabilmente per il mestiere che praticava, ma anche per una sua ben nota tendenza ad alzare spesso il gomito. L'uomo aveva come abitudine quella di entrare nel Duomo, che allora era un vero e proprio cantiere, e di nascondersi negli angoli più bui e meno frequentati. Non era mosso dal desiderio di rimanere solo per pregare o raccogliersi in religioso silenzio, piuttosto aspettava il passaggio delle signore, meglio se ben formose, per poterle pizzicare nelle parti più morbide e nascondersi di nuovo nell'oscurità. Quando venne egli stesso "pizzicato" dalla milizia, che faceva la ronda intorno all'edificio, venne accusato di molestare di signore (nell'imputazione in latino veniva detto: ad pizigandum mulieres). Egli confessò la sua colpa, ma confidò anche che spesso aveva trovato dame molto consenzienti, le quali, attratte dalle sue focose attenzioni, avevano preso a frequentare assiduamente la cattedrale. Forse anche per la stranezza del personaggio e la lievità del reato, Bonassolo venne assolto e rimesso in libertà. Egli smise di frequentare la basilica, ma si narra che alcune di quelle dame abbiano continuato ancora a cercarlo.
 
(tratto da: I segreti delle vie di Milano: curiosità, aneddoti, personaggi della nostra città. Seconda puntata: Piazza Duomo e Piazzetta Reale, Milano, Il Giorno, 1995).
 
 
 
 
 
 
 

mercoledì 9 agosto 2017

La Fioraia Teresina. I segreti delle vie di Milano. 1

 
 
 
La Fioraia Teresina
 
Le fioraie che svolgevano il loro lavoro proprio nell'atrio della Scala erano personaggi di tutto rispetto. Indossavano guanti lunghi, erano vestite elegantemente e sotto il braccio portavano un cestino di vimini intrecciato, stracolmo di fiori colorati che venivano venduti alle signore. Una delle fioraie più famose della Scala si chiamava Teresina, la sua bellezza e i suoi modi nel porgere i fiori erano decantati anche dai giornali dell'epoca. L' "Illustrazione Universale" nel 1874, la paragonava a una delle più famose fioraie parigine: "Teresa la fioraia  che a Milano è nota e celebre quanto a Parigi Isabella la Bouquetière du Jockey Club. Non è molti anni trottava senza scarpe sul Corso ed all'ultimo veglione della Scala aveva gli orecchi pendenti di brillanti". Il mutamento d'aspetto della giovane era facilmente spiegabile: girando per i teatri e per i caffè non faceva molta fatica a trovare generosi ammiratori. I suoi affezionati clienti le davano a fine mese il compenso in una busta chiusa. Una notte, tornando a casa Teresina venne assalita e sfregiata da una lama di rasoio. Quest'attentato le costò la bellezza e il lavoro. A colpirla era stato un suo amante che non le aveva perdonato di averlo abbandonato. Il processo venne seguito da tutti i milanesi e si concluse con l'assoluzione dell'uomo. Alla Teresina venne consegnata una grossa somma di denaro come indennizzo, ma nonostante questo si allontanò dalla città per non tornare mai più.
 
(tratto da: I segreti delle vie di Milano: curiosità, aneddoti, personaggi della nostra città. Prima puntata: Piazza della Scala e dintorni, Milano, Il Giorno, 1995).
 
 
 

lunedì 7 agosto 2017

I segreti delle vie di Milano






In attesa delle prossime visite autunnali, a breve saranno pubblicati alcuni aneddoti, curiosità, ricordi, tratti da "I segreti delle vie di Milano", fascicoli monografici del quotidiano "Il Giorno" di una ventina di anni fa...



giovedì 8 giugno 2017

Gallerie e passaggi coperti

Sabato 1 luglio 2017, ore 10,30
Milano - Gallerie e passaggi coperti




Sapevate che a Milano, oltre alla Galleria Vittorio Emanuele II, esistono più di 40 altre gallerie? Molte firmate da architetti celebri, come Giovanni Muzio, Emilio Lancia, Giò Ponti, Luigi Caccia Dominioni. 
Andremo “a caccia” di gallerie e ne racconteremo la storia, passeggiando per il centro-città, tra piazza san Babila e corso Vittorio Emanuele, per finire nei dintorni di piazza della Scala. E scopriremo, magari con stupore, di essere passati mille volte sotto alla Galleria del Toro (da cui si accede al Teatro  Nuovo), ma di non averne mai notato le belle lampade decò; di esserci fermati mille volte davanti alle vetrine della Galleria San Babila (dove si affaccia il caffè “Gin Rosa”) senza accorgerci delle eleganti scali interne disegnate da Giò Ponti; di aver passeggiato mille volte in Galleria del Corso (tra corso Vittorio Emanuele e piazza Beccaria), senza alzare lo sguardo verso la monumentale copertura in ferro e vetro; di aver camminato mille volte, ignari, sul magnifico pavimento a mosaico della Galleria Strasburgo, tra via Durini e corso Europa.
Insomma, una passeggiata che promette molte sorprese…

Costo a persona:
Intero:                                                                        10,00 euro
Minori e over 65:                                                         8,00 euro

Il costo comprende: la visita guidata e il microfonaggio.

Iscrizioni: fino ad esaurimento posti a: turistiamilano@gmail.com



giovedì 1 giugno 2017

S. Bernardino alle Ossa e i Chiostri della Statale

Sabato 24 giugno 2017, ore 10,30 
La chiesa di S. Bernardino alle Ossa e i Chiostri della Statale
 
 
 

L’atmosfera sinistra di San Bernardino alle ossa e del suo Ossario ci riporta ad una Milano misteriosa. Lo scenario del nostro percorso guidato è una delle piazzette nascoste, punto di passaggio per i giovani studenti dell’Università Statale di Milano, piazza Santo Stefano, silenziosa e discreta con la Basilica di Santo Stefano e il suo sagrato fatto di ciottoli di fiume. A fianco della Basilica si trova la chiesetta di San Bernardino alle ossa con il suo Ossario. Si tratta di un piccolo ambiente impreziosito dall’altare e contornato da una serie di ex voto e reliquie, sopra i quali si trova una volta affrescata con angeli e nuvole sullo sfondo di un cielo azzurro. Basta però spostarsi nella cappella laterale e ci ritroveremo in una stanza buia e dall’atmosfera sinistra: ogni parete, ogni nicchia e ogni singola sporgenza è interamente ricoperta di ossa umane: teschi, tibie, femori appartenuti probabilmente ai morti dell’ex ospedale di San Barnaba in Brolo o riesumati da cimiteri seicenteschi soppressi. 
A pochi passi dalla chiesa di San Bernardino si trova l’Università degli Studi di Milano, la “Statale”. C’è stato un periodo in cui a Milano si “parlava” toscano, perlomeno in architettura, grazie ai rapporti politici che il Duca Francesco Sforza intratteneva con Firenze. Non a caso dunque giunse a Milano proprio in questi anni Antonio Averlino, detto Il Filarete con il compito di realizzare un vasto e unico complesso ospedaliero per il ricovero dei poveri in un’area posta tra la Basilica di San Nazaro e il tratto urbano del Naviglio: nacque così l’Ospedale Maggiore, ora sede dell’Università degli Studi di Milano. Una vicenda interessante e complessa che vede oggi sedere e passeggiare nelle antiche sale della crociera e tra i chiostri di quattrocentesca memoria studenti e professori al posto di bisognosi e benefattori.

Costo a persona:
Intero:                                                                        10,00 euro
Minori e over 65:                                                         8,00 euro

Il costo comprende: la visita guidata e il microfonaggio.

Iscrizioni: fino ad esaurimento posti a: turistiamilano@gmail.com